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Han e Cristina Theyssens

CRISTINA E HAN THEYSSENS

Han Theyssens nasce ad Anversa dove nel 1991 si laurea in ingegneria industriale elettromeccanica. Dopo le numerose esperienze estere nell’ambito della cooperazione internazionale prestate per organizzazioni non governative che lo hanno portato per lungo tempo in Africa - Gambia, Burkina Faso e soprattutto più volte in Senegal e in Mozambico - decide di fermarsi in Italia. Dal ’98 è a Roma dove inizia la professione di restauratore. Tra le molte collaborazioni, diversi gli interventi su importanti architetture di epoca romana anche con ricostruzioni di mosaici e decorazioni in terracotta, pietra e pasta vitrea.
Cristina Passeri Theyssens nell’83 si diploma a Roma restauratore conservatore presso l’Istituto Centrale per il Restauro. Lavora come libera professionista nel campo della conservazione, dirigendo numerosi cantieri di restauro di edilizia monumentale e materiali archeologici, sia in Italia che all’estero - Cina, Giordania, Pakistan, Yemen -.

Oggi Han e Cristina affiancano al restauro la passione per l’invenzione: disegnano e realizzano oggetti di uso domestico utilizzando parti destinate ad “altro” che assolvono a nuove funzioni. Con ironia e allegria trasferiscono concetti e idee, meccanismi e congegni da un ambito all’altro con l’attenzione tecnica che per formazione gli appartiene. Realizzano così oggetti straordinari, oggetti di nuovo design carichi di riferimenti culturali che hanno il potere di creare un feeling tra l’oggetto e chi lo acquista perché capaci di evocare i nostri personali ricordi.

Bòlleke
Come tutte le creazioni dei Theyssens, la lampada Bòlleke, pallina in lingua olandese, è realizzata con oggetti di uso comune: raggi di bicicletta di uguale lunghezza piegati con diversi raggi di curvatura sostengono lampadine per torce a basso voltaggio da 6V o da 12V; un matterello in legno di diverse essenze, a volte sostituito da lampade alogene per potenziarne la luminosità, o altrimenti realizzato in plexiglas per accogliere ciottoli, piume, sabbia, a richiesta, costituisce l’elemento centrale e a seconda della sua lunghezza Bòlleke assume una forma più o meno ellissoidale. Piedi in legno per armadi e cassettoni si trasformano nel punto di raccordo e di elettrificazione dei raggi e sono chiusi alle estremità da murrine di colore, blu, rosso, verde, azzurro o da elementi in pietra dura; anche il punto d’incontro di ogni coppia di raggi è spesso risolto con piccolissime murrine. Un cestello di bamboo di diametro di 15 cm - utilizzato nella cucina orientale per la cottura di cibi a vapore - viene fissato al soffitto per nascondere il gancio che sostiene la lampada e per assolvere alla funzione di contenitore del trasformatore di tensione.
Espongono e partecipano all’interno del circuito di Fondaco.