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Nicola Tella

NICOLA TELLA
Architetto, vive e lavora a Roma

DOCUMENTI FORTEMENTE DANNEGGIATI
Gli antichi documenti fanno parte di una collezione donata dal conte Horst Hokkemback (1798 – 1883) al Museo Civico di Kosterburg  dove sono tutt’oggi custoditi.
La storia dei manoscritti inizia nel 1675 con il ritrovamento del prezioso patrimonio in una antica camera ipogea realizzata nel medioevo sotto il letto del piccolo fiume Allastrio nella Bassa Kastrassia. La camera, sotterranea e segreta, aveva perfettamente conservato i manoscritti (98 tomi cartacei) che, una volta scoperti, furono rimossi e trasportati presso l’abbazia di Santo Epinonda. I monaci dell’abbazia  protessero i documenti sino al giorno in cui vennero trafugati da mano ignota. Inizia a questo punto un lungo periodo durante il quale i manoscritti scompaiono per poi riapparire misteriosamente cinquant’anni più tardi negli archivi della grande biblioteca di Kosterburg. Nel 1867, Carl Werterstat, naturalista e consulente della biblioteca, trasportò illecitamente i 98 tomi negli scantinati del proprio palazzo per studiarne la distruzione attraverso l’esposizione agli agenti degradanti tipici di una cattiva conservazione. Il conte Horst Hokkemback, venuto a conoscenza del fatto, intervenne e sottrasse dallo scempio definitivo i documenti  che divennero, sebbene fortemente danneggiati, parte della propria collezione di manoscritti. Testimonianze dell’epoca riportano che il naturalista Werterstat, tre giorni prima di essere internato nel manicomio di Kosterburg, abbia esclamato al conte Hokkemback: “La natura compie sempre il cammino proprio! Nulla la ostacola, neanche l’artificio umano dotato di più grande fortezza e nobiltà. Immaginiamo l’artificio umano per eccellenza, il più semplice ed il più tenace: la pagina scritta. Prendiamo essa pagina ed esponiamola agli effetti della nostra Madre Natura che la piegherà, la macchierà e la rammollirà come con la foglia quando marcisce. Tale pagina così contaminata esprimerà il rapporto tra artificio e natura, tra l’umana costruzione e la naturale  dissoluzione di essa medesima.” Nicola Tella